Progetto agricoltura di precisione

L’agricoltura di precisione è una strategia gestionale dell’agricoltura che si avvale di moderne strumentazioni ed è mirata all’esecuzione di interventi agronomici tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo.
Alcuni esempi di questo tipo di agricoltura sono i sistemi di guida autonoma e/o assistita (tramite GPS e con il 5G collegato ai trattori), la scelta tramite elaborazione dati e GPS dei luoghi dove effettuare i prelievi di campione di terra e l‘utilizzo di macchinari a dosaggio variabile.
In parole povere potremmo definire l’agricoltura di precisione un’estensione – per l’appunto agricola – dell’internet delle cose. Un’evoluzione due punto zero di procedure storiche.

Gazzetta del Mezzogiorno

Francesco Piccione, pugliese di origine (è nato a Lizzano in provincia di Taranto nel 1950) formazione Magistrali e specializzato strumentista elettronico, ha iniziato il suo percorso professionale come strumentista elettronico presso l’Ilva di Taranto, trasferito a Genova nel 1971 prosegue l’attività in ASGEN SpA, poi Ansaldo SpA, collaborando nella progettazione e prototipazione di apparati per la sicurezza ferroviaria e sistemi semaforici stradali, ne segue la industrializzazione per poi gestirne la vendita come Area Manager. Con l’evoluzione societaria del gruppo completa la sua formazione professionale assumendo l’incarico di Credit Manager in Elsag SpA; nel 1998 con la vendita del ramo di azienda Elsag Bailey ad ABB assume l’incarico di Credit Manager di ABB Energy Automation SpA sino al 2002 quando lascia ABB per costituire una sua Agenzia di Recupero Crediti, CDSsrl. Nel 2016 Francesco incontra un ingegnere progettista di impianti per la generazione di energia elettrica da Moto Ondoso e viene letteralmente “fulminato” perché riesplode la sua storia e le esperienze di strumentista elettronico per cui fonda la StartUp Kuma Energy srl, sede a Genova e filiale a Massafra sua terra di origine, che in tre anni ha progettato ECOMar impianto per la generazione di energia elettrica da moto ondoso su cui ha ottenuto due brevetti. Per la costruzione dell’impianto pilota occorrono fondi e il finanziamento ottenuto da Banca Intesa con garanzia MISE non è sufficiente, si rivolge alle istituzioni locali, e chiede aiuto a Unioncamere Puglia che prende subito a cuore il progetto e lo accompagna in Puglia Sviluppo, grande collaborazione e viene immediatamente individuato lo strumento idoneo a finanziare il progetto in Tecnonidi che finanzia l’operazione, l’impianto pilota è stato costruito e sarà a breve sperimentato sulla diga del Porto di Brindisi.

Durante le missioni in Puglia Francesco partecipa ad un meeting presso il Campus Universitario di Lecce sull’economia Circolare e Riciclo di Materiali, qui nascono nuovi rapporti personali con Università, ENEA e EIT Raw Materials e una possibile collaborazione nella ricerca di materiali alternativi per la costruzione dei componenti meccanici di ECOMAR. A dicembre invitato al nuovo meeting sull’Economia Circolare a Brindisi nasce in Francesco l’idea di costituire una nuova StartUp per mitigare gli effetti delle normative sulle auto endotermiche ritenute giustamente inquinanti che purtroppo impone di rottamare i veicoli per ricevere gli incentivi. Questo scenario sconcerta Francesco perché vede montagne di veicoli da demolire per ridurre le emissioni di CO2, montagne di rifiuti inquinanti per ridurre l’inquinamento dell’aria, la riflessione è che le parti inquinanti di un veicolo sono meno del 15%, ma allora perché demolire l’intero veicolo? e questo vale anche per mezzi agricoli, industriali e navali.

Dopo queste riflessioni e altre di tipo occupazionale legate alle officine meccaniche tradizionali che soffrono l’avvento di nuove tecnologie, cui non sono predisposte e che le escludono totalmente dal mercato delle manutenzioni mettendo a serio rischio la loro esistenza, Francesco fonda una nuova StartUp per la riconversione dei veicoli e la formazione del personale delle officine meccaniche, Riconversione Elettrica srl con sede in Puglia viste le promettenti esperienze sviluppate con i funzionari delle istituzioni a tutti i livelli a supporto delle imprese del territorio, non ultima la collaborazione ricevuta dal sistema bancario locale dove Banca Intesa volge particolare attenzione verso StartUp e PMI.

La mission di Riconversione Elettrica S.r.l. (in breve Ri.E.) è sviluppare, produrre e commercializzare prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico per la crescita dell’economia circolare e il riciclo dei materiali, e in particolare per la riconversione elettrica (retrofit) di veicoli e natanti, per la quale sarà sviluppata una gamma di prodotti e servizi e una impiantistica innovativa. Il team di partenza è composto da cinque soci esperti in diversi settori e da collaboratori di alto profilo, nonché dallo Staff del Prof. Amirante del Politecnico di Bari, delle università di Cagliari e Genova e del CRS4, centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna. L’impresa ha attualmente sede in tre regioni, ognuna delle quali conduce le attività di ricerca e sviluppo per una diversa tipologia di veicoli (trattori e bus in Puglia, furgoni e auto in Liguria e natanti in Sardegna. A queste, già dal 2021 Ri.E. conta di affiancare altre quattro sedi, la prima nel basso Piemonte (dove a gennaio uno dei soci renderà disponibile un capannone di 1.800 mq e piazzale di 2.000 mq), in Valle D’Aosta, Lombardia e Lazio, così da presidiare una porzione maggiore del territorio nazionale.

I soci fondatori sono convinti sostenitori dell’idea di lasciare in eredità ai posteri un mondo migliore di quello che hanno avuto dalle precedenti generazioni, e per questo si impegnano nella grande sfida ecologica di rendere più economico abbattere le emissioni inquinanti dei mezzi terrestri e marittimi senza produrre tonnellate di rifiuti solidi di difficile smaltimento e preservando, al tempo stesso, i posti di lavoro nelle tradizionali officine meccaniche mediante programmi di formazione e aggiornamento professionale del personale oggi precario.

La consapevolezza che il futuro dev’essere più verde si sta diffondendo a tutti i livelli della società. Lanciando il Green Deal, l’Unione Europea ha scelto di rendere l’Europa a impatto climatico zero entro il 2050, accogliendo le istanze portate alla ribalta dei media dalle manifestazioni del 2019. Raggiungere l’obiettivo richiede l’attuazione di numerose azioni, una delle quali è sostituire l’attuale parco veicoli con mezzi a emissioni zero.

Per raggiungere questo scopo Ri.E sta progettando una piattaforma modulare in grado di sviluppare un kit universale, modulare e scalabile, governato da una power unit proprietaria e costituito da componenti selezionati in funzione delle caratteristiche costruttive e di smaltimento secondo le ISO14000, fornendo così soluzioni ecologiche per differenti tipologie di mezzi, trasformandoli in full electric o ibridi, siano essi veicoli (auto, bus, camion, trattori, furgoni, ecc.), mezzi industriali, agricoli o navali. Per questo progetto è stata formalizzata una domanda di brevetto finanziata dal Voucher 3I.

In merito alle nuove tecnologie fruibili, in applicazione dello Scenario MobilitàH2IT e in sintonia con il Piano di Sviluppo dei Trasporti 2020-2025 e con Piano Nazionale di Sviluppo-Mobilità Idrogeno in Italia, Ri.E. introdurrà le celle a combustibile a idrogeno nella sperimentazione dei suoi prototipi per consentire ai kit un’applicazione più ampia e performante e un’autonomia superiore a quella dei veicoli elettrici attualmente in commercio. Per anticipare la diffusione su vasta scala delle tecnologie dell’idrogeno, e la conseguente riduzione dei costi, Ri.E. ha avviato diverse collaborazioni con costruttori di veicoli e mezzi industriali per promuovere le sue applicazioni nei nuovi mezzi. La fase di progettazione vede anche coinvolti ricercatori e progettisti di batterie (a litio, a fluido e altre tecnologie innovative),  una multinazionale produttrice di motori elettrici e inverter-PLC e società leader nella progettazione di celle di combustibile a idrogeno.

La piattaforma Ri.E. è integrata nel macro progetto “Affordable precision farming a emissione zero”, condiviso con i ricercatori scientifici suoi partner, che si sviluppa nei seguenti settori: riconversione elettrica di motori endotermici con applicazione di nuove fonti di energia pulita, RTK, guida assistita, guida autonoma, sensori ground-based e on board, remote sensing, energie rinnovabili, microreti elettriche, AI, edge-computing, sistemi per il supporto alle decisioni (DSS).

Ri.E. svilupperà il progetto RETROFIT mettendo a fattore comune le esperienze maturate da soci e partner coordinati dalla propria struttura manageriale su più fasi.

Sviluppo del dimostratore

  1. sarà realizzato un dimostratore polivalente caratterizzabile per vari campi di applicazione quali mezzi agricoli, furgoni (tipo Ducato o equivalente), bus 10-12 m, trasformandoli in elettrici o ibridi ecocompatibili
  2. analogamente sviluppo del dimostratore per mezzi navali.

Sarà un “banco di prova” polivalente per consentire il test di riconversione elettrica ad alimentazione ibrida (batterie + celle a idrogeno) delle tipologie di veicolo rientranti nei campi di applicazione del progetto. Sono in corso trattative con produttori di celle a idrogeno per lo sviluppo congiunto del progetto e con impianti per la produzione di idrogeno da rinnovabili idoneo per gli insediamenti agricoli. I dimostratori saranno realizzati in officina e sottoposti ad adeguate simulazioni nei laboratori dei nostri consulenti scientifici che certificheranno i test. In questa fase saranno definite tecnologia e tipologia delle batterie e delle celle a idrogeno da utilizzare. Saranno inoltre definiti gli insediamenti dei punti di ricarica in funzione delle tecnologie applicate.

Sviluppo prototipi terrestri e del mezzo navale

Unitamente ai partner scientifici e ai costruttori dei componenti principali, sarà realizzato un kit per ogni tipologia di veicolo o mezzo, ognuno customizzato per la sua applicazione ed espressione di un compromesso tecnico-commerciale per prestazioni e prezzo di vendita, saranno utilizzati mezzi di soggetti partner che rifonderanno a costo preventivamente pattuito la riconversione.  Nella medesima fase saranno completate le trattative con i fornitori delle batterie e definita la sede del laboratorio congiunto in Italia per l’assemblaggio delle celle, realizzato e finanziato con il produttore e con il contributo delle nostre istituzioni locali. Saranno stretti accordi commerciali con reti di ricambisti per la gestione dei ricambi, in particolare delle batterie che si prevede di fornire in comodato d’uso con la vendita dei kit e, in applicazione dei principi di economia circolare, sarà organizzata la rete di recupero, riuso e smaltimento delle parti sostituite ed a fine vita. Saranno infine consolidati il piano formativo e gli accordi con Enti formativi, Organizzazioni Sindacali e istituzioni locali per l’avvio della formazione del personale di officina e dei ricambisti.

La sperimentazione in ambito agricolo avverrà in collaborazione con cooperative agricole, una pugliese ed una sarda, che metteranno a disposizione un loro trattore tipo per la prima trasformazione: completata la sperimentazione si partirà con la riconversione di un numero significativo di mezzi a prezzo preventivamente convenuto.

Analogo procedimento si svilupperà per un bus-navetta che collega un Parco Naturale con aree parcheggio che una comunità metterà a disposizione per la sua riconversione ed un furgone messo a disposizione da Cooperativa di padroncini.

 

 

Attività industriale

In questa fase si procederà a

  1. rendere operativa una propria officina idonea all’assemblaggio delle batterie a litio in collaborazione con i costruttori di celle, tempo di realizzazione stimato dodici mesi.
  2. sviluppare la piattaforma di progettazione dei kit (e relativa banca dati implementabile) e del software della Power Unit (unità di controllo e funzionamento del mezzo)
  3. configurazione del primo impianto pilota per la procedere alla certificazione e omologazione del progetto e del kit universale per la loro immissione sul mercato. La piattaforma standardizzata, domanda di brevetto in corso, sarà in grado di configurare i kit attraverso le informazioni dei veicoli che gli operatori delle officine inseriranno nei terminali forniti in comodato d’uso da RiE.
  4. gestire l’implementazione della piattaforma per rendere applicabile la riconversione a sempre più modelli di mezzi
  5. sviluppare la rete delle officine

La piattaforma elaborerà la configurazione necessaria per la riconversione fornendo per ciascun mezzo la documentazione illustrativa per il cliente e di dettaglio per l’officina, il prezzo e il contratto di finanziamento per il cliente. Saranno effettuate la certificazione e l’omologazione dei kit e dei terminali da fornire alle officine, stiamo valutando il coinvolgimento di officine partner in altri paesi europei. Immissione sul mercato dei kit, Ri.E. potrà collaborare con costruttori di mezzi agricoli e industriali tradizionali per realizzarne nuova versione full electric o ibrida.

Il target è la creazione di un set di kit “chiavi in mano” per la realizzazione\trasformazione in veicoli a trazione elettrica con prestazioni industriali, ivi compresi tutti gli aspetti al contorno quali sistemi di supervisione e interfaccia uomo-macchina, strumenti smart per il controllo da remoto, strumenti di diagnostica predittiva, software di supporto alla gestione di flotte, software di gestione per la tariffazione e il pagamento, service\manutenzione\sostituzione componenti, altro. Questi kit saranno realizzati con componenti prodotti da imprese partner, governati dalla power unit proprietaria e installati dalle officine affiliate dall’impresa.

La banca dati della piattaforma sarà costantemente aggiornata per restare all’avanguardia per quanto riguarda tecnologia e componentistica. Sarà pertanto costituito un gruppo di ricerca permanente, per sfruttare l’esperienza maturata con l’installazione e la manutenzione di ciascun kit e valutare ed attuare aggiornamenti tecnologici delle configurazioni. La costante raccolta di dati e l’aggiornamento della piattaforma permetteranno inoltre il contenimento dei costi.

In parallelo la rete di officine (utente finale della piattaforma) sarà sviluppata e promossa in collaborazione con le organizzazioni di categoria e la costante formazione del personale deputato alla trasformazione dei mezzi.

Il progetto di Ri.E. punta sul modello di Agricoltura 4.0 ovvero la guida senza operatore e l’automazione di ogni fare di coltivazione; ciò comporta un miglioramento dei costi del 20%. Il processo ottiene economicamente ulteriori miglioramenti con la maggiore precisione e l’operatività h24/7.

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